Consul 315

Nella seconda metà degli anni cinquanta la Ford Consul è una berlina dalle linee ormai datate che, giunta alla sua seconda generazione, non è più in grado di suscitare l’interesse di una clientela divenuta molto esigente; la Ford inizia quindi a valutare attentamente la possibilità di proporre una nuova berlina di fascia medio-alta.

La linea

Il disegno della Consul 315 è interamente frutto del lavoro svolto dal Centro Stile di Dagenham che, operando sulla base dei parametri posti da Detroit, prende in considerazione molte delle soluzioni all’epoca in voga sulle auto di produzione statunitense e le adatta ad una berlina quattro porte dalle dimensioni sicuramente più contenute.

La linea di cintura è decisamente bassa e risulta di fatto neutralizzata dalla vistosa nervatura che, partendo dal muso della vettura, prende gradualmente consistenza andando a definire le vistose pinne che spiccano sulla sezione posteriore e all’interno delle quali sono collocati i gruppi ottici di forma circolare.

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L’accesso al vano bagagli è agevolato dall’ampio angolo di apertura del cofano che, incernierato a ridosso del lunotto, è caratterizzato da linee molto morbide spezzate dalla sagomatura del pannello posteriore; all’interno di questo sono posizionate la targa e il fregio identificativo del modello composto, come su tutte le Ford del periodo, da caratteri stilizzati in corsivo.

Osservando la parte bassa della fiancata l’attenzione cade sui passaruota che, pressoché simmetrici grazie ad loro taglio semiellittico, sono rimarcati dalla nervatura tondeggiante che li accompagna e rafforza la linea di cintura.

Con l’arrivo della Consul 315 la Ford, pur mantenendo la propria identità di produttore generalista, innalza notevolmente i propri parametri qualitativi proponendo una vettura che, all’atto pratico, non è sicuramente alla portata di tutti.

Le cinque stelle cromate che spiccano sulla calandra anteriore vanno quindi a confermare la vocazione della Consul 315, berlina media raffinata che ha in dote molte soluzioni che, fino a quel momento, sono proposte solo su vetture di rango superiore.

I doppi fari anteriori rafforzano ulteriormente questa immagine e, pur essendo una soluzione adottata dal gruppo Ford già nel 1958 sulla seconda generazione della Thunderbird, rappresentano di fatto una novità assoluta su di una vettura prodotta nel Regno Unito.

Il loro alloggio è evidenziato dalla sagomatura tondeggiante che scaturisce dal lembo inferiore del cofano e che nella sua sezione centrale è simmetrico alla calandra.

I ripetitori di posizione, anch’essi circolari, sono invece collocati in posizione più bassa ed esterna e sfruttano la nervatura che, parallela alla linea di cintura, si insinua nella fiancata partendo dalla sezione più avanzata del passaruota.

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Sul cofano fa bella figura di sé un fregio circolare identificativo di modello, presente peraltro anche sui caratteristici montanti posteriori obliqui.

Come per l’Anglia il tratto saliente della Consul 315 è infatti dato dalla conformazione del padiglione e dal conseguente posizionamento del lunotto.

I montanti, di fatto molto snelli, si inseriscono gradevolmente sulla fiancata e grazie alla sagomatura alta degli sportelli posteriori definiscono la sede del deflettore posteriore, che è apribile e risulta di fondamentale importanza per il sistema d’areazione interna.

La Consul 315 è prodotta anche in versione due porte che, mantenendo inalterate le caratteristiche finora descritte, perde ovviamente il deflettore posteriore.

Partendo proprio dalla due porte la Hughes Ltd., Ford dealer per il Kenya e l’Africa Occidentale, realizza settanta esemplari di una versione familiare che, denominata semplicemente Consul Estate, non verrà mai prodotta e rimane quindi un estroso esercizio di stile.

Motori e allestimenti

Lunga circa quattro metri e trenta la Consul 315, identificata mediante il codice E109, è inizialmente proposta con il solo motore Kent pre-crossflow da 1340 cc a cui è associato un cambio manuale a quattro rapporti con prima non sincronizzata. La leva è di serie montata sul piantone dello sterzo ma, solo su richiesta dell’acquirente, è disponibile la più moderna cloche posizionata sul pavimento della vettura.

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La trazione è posteriore ed il retrotreno, a ponte rigido, è equipaggiato con balestre semiellittiche longitudinali; sull’asse anteriore è invece adottato il più moderno schema MacPherson. L’impianto frenante è misto, con dischi anteriori ma non prevede il servofreno.

A partire dal 1962 il codice identificativo delle Consul 315 diventa E116, il propulsore da 1340 cc è infatti messo da parte in favore del 1498 cc Kent pre-crossflow sul quale continua ad essere montato il carburatore invertito Zenith.

L’accesso all’abitacolo è agevolato dal generoso angolo di apertura delle portiere, la selleria è in vinile sintetico ed è, solo su richiesta, disponibile anche in pelle.

ll piantone dello sterzo e il lembo inferiore della plancia sono in tinta con la carrozzeria, la strumentazione ha sviluppo orizzontale ed è inserita su di una fascia in alluminio stampato che percorre l’intero cruscotto.

All’atto pratico la Consul 315 si rivela vettura comoda in quanto dotata anche di una ottima capacità di carico; molto probabilmente è proprio questo uno dei fattori presi in considerazione dal giovane Paul McCartney prima di procedere all’acquisto della sua Consul Classic.

L’allestimento più diffuso è il “De Luxe”, identificabile per il grande impiego di finiture cromate sia sulla carrozzeria che negli interni; la versione di accesso alla gamma è denominata semplicemente “Standard”, spesso è associata alla versione due porte ed è priva delle modanature sottoporta e della finitura satinata collocata sul pannello posteriore della Consul 315 “De Luxe”.

A prescindere dall'allestimento tutte le Consul 315 montano i cerchi in acciaio da tredici pollici dalla caratteristica borchia cromata.

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La fine della produzione e l'arrivo della Corsair

Nel 1962 la gamma Ford viene integrata con l'esordio della berlina compatta Cortina.

Con la Cortina la casa madre propone molti dei temi stilistici già visti sulla Consul 315 che, adeguatamente riformulati dal Centro Stile di Dagenham, risultano più conformi al gusto degli automobilisti d'oltre Manica.

La produzione della Consul 315 continua fino al 1963; le 111.225 unità prodotte sono commercializzate principalmente nel Regno Unito ed in nord Europa.

La Consul 315 viene subito sostituita dalla Corsair, berlina di fascia medio alta che presenta chiari richiami alle linee già proposte negli States con la terza generazione Thunderbird.

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Nel 1957 ha inizio lo sviluppo di una nuova vettura stilizzata sulla base di contenuti totalmente nuovi per il mercato europeo e che saranno adottati anche sulla più piccola Anglia 105E.

La lunga fase appena descritta termina nel 1961 con il lancio sul mercato inglese della nuova berlina Ford Consul Classic E109, che è commercializzata sul mercato continentale come Consul 315.

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Le unità destinate al mercato continentale sono contraddistinte dal codice E110 per gli esemplari con guida a sinistra e motore 1340 cc, che diventa E117 per le unità con guida a sinistra ma equipaggiate col Kent 1498 cc.

In Italia la Consul 315 è commercializzata nel solo allestimento “De Luxe” ed è proposta ad un prezzo di lire 1.295.000 comprensive di IGE.

L’eccessiva originalità delle linee ed un prezzo leggermente superiore alla media sono i due fattori che contribuiscono congiuntamente alla scarsa diffusione sul mercato italiano (6000 unità vendute) dove la Consul 315 è comunque chiamata a confrontarsi con Fiat 1300, Peugeot 403 e Simca Ariane.

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