Consul Capri

Sul finire degli anni cinquanta la Ford inglese valuta l’opportunità di sviluppare una vettura di impostazione sportiva avvalendosi del lavoro già largamente sviluppato sulla nuova berlina Consul 315.

Il progetto è fortemente voluto da Horace Denne, all’epoca a capo della divisione “Foreign Sales”, e sembra inizialmente destinato al solo mercato estero in quanto ritenuto poco adeguato alle dinamiche e alle esigenze del mercato interno.

Questa previsione è totalmente ribaltata nell’ottobre del 1961 quando la Ford in occasione del Salone dell’ Auto di Londra presenta la Consul Capri, sofisticata coupé che, derivata dalla berlina Consul 315, si pone immediatamente all’attenzione di stampa e addetti ai lavori.

La linea

Il disegno della Consul Capri è sviluppato dal giovane e talentuoso Colin Neale, che nel 1953 all’età di soli ventisei anni è già a capo del Centro Stile Ford di Dagenham.

Partendo dal corpo vettura della berlina, Neale interviene sostanzialmente sul solo padiglione che viene completamente ridisegnato; l’andamento cuneiforme tipico della Consul 315 è quindi abbandonato in favore di linee molto morbide e sofisticate capaci di raccordarsi in maniera molto ordinata con la nervatura alta che scandisce l’andamento della fiancata.

Sul frontale, che mantiene nel suo insieme l’impostazione già vista sulla berlina, aumenta l’inclinazione del parabrezza.

Il prototipo chiamato Sunbird

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Il montante posteriore è molto leggero e, per gioco di prospettiva, diventa quasi impercettibile grazie all’effetto d’insieme creato dal lunotto, che è molto ampio, e dalla forma ellittica del cristallo laterale.

I motivi stilistici che caratterizzano la fiancata e già considerati in relazione alla Consul 315 sono ulteriormente enfatizzati dalla struttura degli sportelli, del tutto privi di montante, e dalla vistosa cornice cromata che, partendo dalla base del deflettore, evidenzia tutta la fascia che comprende l’alloggio dei cristalli laterali. Anche i già citati cristalli laterali posteriori semiellittici sono privi di montante e totalmente scorrevoli, come sulle più blasonate coupé americane del periodo.

La sezione posteriore risulta del tutto affrancata dal pesante montante visto sulla berlina, e le caratteristiche code sono esaltate dall’ampia superficie di luce garantita dell’adozione dell’arioso lunotto di derivazione Reliant Scimitar.

Dal punto di vista produttivo la Ford, avendo l’impianto di Dagenham impiegato a pieno regime nella produzione dell’Anglia, commissiona la realizzazione delle scocche e dei lamierati alla “Pressed Steel Company”, per poi procedere all’assemblaggio avvalendosi delle proprie linee.

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Motori e allestimenti

La Consul Capri, al pari della Consul 315, è proposta con i motori Kent pre-crossflow da 1340 cc e 1498 cc.

Anche il codice identificativo segue quello adottato sulla berlina, gli esemplari con motore 1340 cc sono contraddistinti con il codice E109 mentre quelli con motore 1498 cc sono identificati come E116.

Agli esemplari destinati al mercato continentale, con guida a sinistra, sono di conseguenza associati gli identificativi E110 ed E117.

L’accesso alla gamma è rappresentato dall’allestimento “Standard”, che è di fatto un base ed è privo di molte finiture cromate.

L’allestimento “De Luxe” è, come per la berlina, il più venduto e risulta sicuramente più consono al tenore di una vettura che Ford colloca nella fascia alta del proprio listino.

Gli interni confermano il grado di finitura della berlina ma la panca posteriore, pur di facile accesso, non è sicuramente adatta a passeggeri di statura elevata sebbene non manchino accorgimenti di cortesia quali la ricca imbottitura interna dei montanti e la maniglia alzacristalli.

Il vano bagagli denota una capacità di carico molto soddisfacente per una coupé ed è agevolata dalla generosa escursione del cofano posteriore.

Nel 1963 la gamma Consul Capri si completa con l’arrivo della GT, che, equipaggiata con il Kent 1498 cc della Cortina GT, non è un semplice allestimento ma una vera e propria rivisitazione in chiave sportiva del modello.

La Cosworth interviene infatti sul quattro cilindri Kent aumentando la corsa dei cilindri, il rapporto di compressione (da 8,3:1 a 9:1) nonché la portata delle valvole di scarico. L’alimentazione è affidata ad un carburatore doppio corpo Weber (fino a quel momento mai adottato su una vettura di fabbricazione inglese) a cui è associato un collettore di aspirazione in alluminio. Per quanto riguarda l’impianto di scarico la modifica più sostanziosa riguarda l’adozione di un collettore sportivo di tipo quattro in due in uno.

La potenza del motore sale così a 75 hp, non pochi se rapportati al peso a vuoto della vettura di soli 900 kg.

L’impianto frenante continua ad essere misto, con dischi sul solo asse anteriore, ed è ottimizzato grazie all'impiego del servofreno Girling, all'epoca montato anche su Jaguar ed Aston Martin.

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Nell’abitacolo spiccano la plancia di colore nero opaco, la leva del cambio a cloche e la strumentazione supplementare che, collocata sul tunnel della trasmissione, è data da amperometro, contagiri e manometro dell’olio. Infine i sedili anteriori risultano più bassi e profilati rispetto a quelli montanti sugli altri allestimenti.

Dal punto di vista estetico la Consul Capri GT è identificabile dallo specifico fregio identificativo posto sul pannello posteriore, dal quale scompare il rivestimento satinato presente sulla “De Luxe”.

La fine della produzione

La produzione della Consul Capri termina già nel 1964, ed ammonta a 19.421 unità, di queste solo 2002 sono in allestimento GT.

Chiusa la parentesi Consul Capri, Colin Neale accetta il trasferimento a Dearborn, dove entra a far parte del team chiamato a sviluppare il progetto Mustang.

Perfetto connubio tra le vistose linee di scuola statunitense e l’equilibrato gusto inglese, la Consul Capri esce di scena senza essere sostituita.

Il progetto si rivela infatti troppo costoso, le vendite non sono soddisfacenti e, probabilmente, il mercato non è ancora pronto per spendere con convinzione su vetture di questo genere.

In Europa Ford decide quindi di abbandonare il segmento delle sportive medie, ma inizia a pianificare il ritorno che avviene, in grande stile, nel 1968 con la presentazione della nuova Ford Capri.

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