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Escort

Il nuovo corso del marchio Ford ha inizio in Europa nel 1967 con la presentazione della Escort, berlina a trazione posteriore che si inserisce nella gamma come erede naturale dell’Anglia 105E segnando la genesi di una tra le più longeve produzioni del marchio ovale.

Identificata mediante il codice di fabbricazione “Type 49”, la Escort Mk I è prodotta a partire dall’ottobre del 1967 negli stabilimenti di Halewood in Gran Bretagna, Cork in Irlanda, Saarlouis in Germania, Genk in Belgio e Port Elizabeth in Sud Africa, trovando così sbocco su tutti i principali mercati del vecchio continente e di area Commowealth e anticipando, per molti aspetti, i concetti propri delle moderne world-car.

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Prototipi della Escort

Escort MK I (1968-1974)

La linea

Ben presto la Escort si rivela vettura solida e ben costruita, chiamata a confrontarsi sull’emergente mercato delle medio piccole e caratterizzata da quella assoluta sobrietà fortemente desiderata dagli alti ranghi della Ford U.K. che cura interamente lo sviluppo del progetto.

Il disegno si presenta nel complesso semplice ed equilibrato e pur rispondendo in pieno ai canoni stilistici comuni alle tre volumi del periodo presenta, nei suoi tratti salienti, delle peculiarità che rendono l’aspetto molto particolare.

La linea di cintura risulta molto bassa e percorre la fiancata per la sua intera lunghezza, mutando il suo andamento in prossimità della sezione posteriore grazie ad un lieve e quasi impercettibile flesso ascendente che va a definire l’impostazione della coda segnando la base del montante.

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Questi accorgimenti risultano con maggiore evidenza nella versione a due porte: osservando la fiancata posteriore, affrancata dalla seconda portiera, spiccano l’inconfondibile coda spiovente rispetto al corpo vettura e l’apertura più stretta e bassa dell’arco ruota.

Nella parte frontale i gruppi ottici sono inseriti in una mascherina simmetrica la cui finitura, come vedremo in seguito, cambia unitamente alla forma dei fari in base all’allestimento scelto dal cliente. I gruppi ottici posteriori hanno invece sviluppo orizzontale e sono posizionati in maniera tale da chiudere la sagomatura che si sviluppa per l’intera larghezza della coda, creata, con ogni probabilità, proprio al fine di alleggerirla. Per il fregio Escort, posizionato sul cofano posteriore, è scelto un nuovo stile di corsivo che è sostanzialmente l’evoluzione di quello già adottato su Anglia 105E e Consul Classic. Le targhette identificative di cilindrata ed allestimento hanno invece forma rettangolare e sono collocate sui parafanghi anteriori al di sopra della linea di cintura. Il lettering Ford è invece presente sia sul cofano posteriore che su quello anteriore.

Motori e allestimenti

Lunga 3,90 metri e con un peso di circa 850 chili in ordine di marcia, la Escort è disponibile con carrozzeria a 2 e 4 porte.

Nel vano motore trovano alloggio, in posizione longitudinale, i nuovi propulsori di tipo Kent Crossflow, quattro cilindri in linea ad aste e bilancieri caratterizzati da condotti di aspirazione e scarico opposti sui due lati della testata.

La denominazione Kent era già stata associata ai pre-Crossflow, motori adottati precedentemente su Anglia 105E e Consul 315, e contraddistinti dal posizionamento sullo stesso lato della testata dei condotti di aspirazione e di scarico.

La trazione è posteriore, l’impianto frenante è misto con dischi sull’avantreno dove sono adottati anche ammortizzatori telescopici Mc-Pherson chiamati a supportare le balestre semi ellittiche del retrotreno.

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Sul mercato italiano l’accesso alla gamma è possibile con una spesa pari a lire 789.000 (IGE e trasporto compresi) necessarie per l’acquisto di una Escort Standard. Dotata di un allestimento base molto spartano e scarno, e disponibile, a scelta del cliente, con le motorizzazione 940cc (la stessa dell’Anglia) e 1100cc, la Escort Standard è facilmente riconoscibile grazie ai fari anteriori di forma circolare e le borchie ruota coprimozzo cromate.

Il confort migliora decisamente sulla Escort XL, disponibile solo con motore 1100cc e dotata di un livello di finitura superiore. I fari anteriori rettangolari, i rostri gommati ai paraurti e gli anelli cromati sui cerchi di nuovo disegno sono gli elementi che distinguono l’allestimento. Osservando gli interni si nota il largo uso del vinile che, con lavorazione diversa, viene impiegato nella selleria, nell’elegante rivestimento sagomato del pianale e nel cruscotto imbottito. Inserti in simil-radica sono invece presenti sui pannelli delle portiere e della strumentazione.

Disponibile nella sola cilindrata 1100 e nel solo allestimento Standard è anche la Escort Estate, particolarissima giardinetta tre porte che, seguendo lo schema già proposto con l’analoga versione dell’Anglia, è caratterizzata dal lungo cristallo laterale e dall’adozione dei gruppi ottici posteriori a sviluppo verticale del Transit. Scarso è il successo ottenuto sul mercato italiano dalla Escort Estate come minima è l’attenzione riservata dalla clientela nostrana al cambio automatico, optional che rimane pressoché ignorato.

Escort GT & Escort Sport

In ordine di tempo la prima Escort realmente veloce e divertente da guidare è la 1300 GT, che entra in listino già nel 1967 insieme alle Standard ed alle XL.

La Escort 1300 GT gode di una specifica impostazione sportiva, capace di anticipare i temi che saranno successivamente riproposti e perfezionati con le Escort Twin-Cam/RS1600 e Mexico, ed è quindi di diritto l’antesignana delle Escort sportive.

I 72 hp erogati dal Kent 1300, che fino al 1971 erano stati 64, ben si sposano con il peso non eccessivo della vettura e si trasformano all’atto pratico in una piacevole quanto sorprendente dose di vivacità; lo stesso propulsore troverà impiego anche sulle Escort Estate seconda serie, con rendimenti chiaramente inferiori in quanto commisurati al tipo di allestimento.

Il balzo di potenza è sicuramente imputabile ad una preparazione più sportiva del Kent 1300 che sulla Escort GT è, non a caso, alimentato mediante un carburatore Weber doppio corpo 32/32 DFE a cui sono associati collettore di scarico e terminale sportivi.

La dotazione particolare della Escort GT è inoltre composta da strumentazione a sei elementi (tachimetro, contagiri, indicatore del carburante, amperometro, manometro dell’olio e termometro dell’acqua) e dai sedili avvolgenti. La griglia anteriore è nera con la sola cornice cromata, i fari sono circolari mentre nei parafanghi trovano alloggio cerchi di disegno sportivo con pneumatici radiali maggiorati e anelli copriruota cromati.

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Nel 1970 ha inizio in Italia il Trofeo Rally Cross Ford-Kleber, campionato monomarca disputato sullo sterrato in vari circuiti della penisola tra cui Fabriano e Vallelunga ed al quale è possibile partecipare gareggiando solo su Escort 1300 GT o Capri 1700 GT.

E’ proprio una gara di Rally Cross che vede duellare nelle battute iniziali del film “Altrimenti ci arrabbiamo” del 1975, gli inseparabili Bud Spender e Terence Hill, entrambi su Escort.In questo caso si tratta però di Escort Sport, la GT infatti esce di produzione nel 1974 ma già nel 1971 era stata affiancata dalla 1300 Sport.

Ford Escort RS e Mexico (1971-1975)

Escort RS

Sul finire degli anni sessanta inizia a manifestarsi l’interesse dei grandi costruttori verso il rally,  disciplina praticata, in quei tempi, da pochi pionieri.

Nell’aprile 1970 si disputa, con il patrocinio di un’importante testata giornalistica britannica, il Campionato del Mondo di Rally, con partenza da Londra e arrivo a Città del Messico.

Tra i partecipanti, oltre a molti privati, si registra la presenza di diversi costruttori con vetture ufficiali tra cui la Ford che schiera la Escort 1850 Twin Cam, frutto del delicato lavoro di sviluppo effettuato sull’esile corpo vettura “Type 49” al fine di sostenere adeguatamente il potente propulsore bi-albero sviluppato dalla Lotus, all'epoca in orbita Ford, sfruttando il basamento del motore Kent.

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Lo sviluppo del progetto è delegato agli specialisti dell’A.V.O. (Advanced Vehicles Operations), la nuova unità organizzativa istituita dalla Ford sul finire degli anni sessanta per curare in via del tutto esclusiva lo sviluppo dei veicoli sportivi e da competizione. Nel piccolo stabilimento di Avely nell’Essex (piccolo ovviamente se confrontato con i mastodontici volumi lavorati dalla casa madre) vedranno la luce tutti i veicoli sportivi di marca Ford del periodo e l’unica soluzione adottata per la catena di montaggio, configurata a schema circolare e dotata di bracci totalmente snodabili capaci di posizionarsi direttamente sulla vettura in preparazione, si rivelerà particolarmente efficiente.

Nel lungo svolgimento dell’evento, che porta i partecipanti dal cuore del vecchio continente all’America Latina, la fenomenale Escort Twin Cam (il cui graduale sviluppo ne porterà la cilindrata a 1850cc), dopo aver percorso più di 16000 miglia in condizioni climatiche estreme, si impone sulla rivale Triumph 2.5 PI, ed è portata al successo dal caparbio equipaggio Mikkola-Palm.

Nel breve periodo 1968-1971 la Escort Twin Cam sarà prodotta e commercializzata anche in versione stradale, sempre con motore Lotus bi-albero e nell’originaria cubatura di 1558cc.

Già nel novembre 1970, a meno di un anno dalla conquista del titolo iridato, fa il suo esordio la nuova Escort RS che, sempre basata sul corpo vettura “Type 49”, è il risultato dell’ulteriore sviluppo del primo bi-albero di produzione Lotus.

Nel vano motore della RS trova alloggio il 1600 BDA (acronimo di Belt Drive A) propulsore che sancisce la nascita del celebre marchio Cosworth e troverà successivamente impiego anche sulla Sierra RS negli anni ottanta.

Il 1558 BDA allestirà anche la rarissima Capri 1600 GT-FVA, presentata alla stampa inglese nel dicembre del 1969 e prodotta in soli 250 esemplari che ad oggi testimoniano la genesi ed il prematuro abbandono di un progetto basato sullo sviluppo di una Capri quattro cilindri ad alte prestazioni.

Rispetto all’impostazione del pacioso Kent Cross-flow il BDA rappresenta un notevole passo in avanti; la distribuzione a doppio albero a camme in testa con quattro valvole per cilindro, la testata in lega leggera e l’alimentazione a due carburatori orizzontali doppio corpo Weber 40 DCOE, rendono infatti possibile l’erogazione di una potenza che nella versione stradale è pari a 120 hp, gestiti da un cambio manuale ZF a quattro rapporti.

Il basamento in ghisa ereditato dal Kent Cross-flow è mantenuto solo inizialmente e già nel 1972, su iniziativa di Brian Hart, diviene in alluminio nel nome di una perfetta omogeneità dei materiali.

Sempre nel 1972 si registra un interevento anche sull’alimentazione, i Weber 40 DCOE sono sostituiti dai DHLA Dell’Orto, dotati della medesima portata.

Data la potenza della vettura i tecnici dell’A.V.O. optano per l’adozione del differenziale autobloccante di serie e dischi anteriori auto-ventilanti.

Venendo all’assetto per ottimizzarne la stabilità sulla vettura sono adottati barra antirollio e ammortizzatori idraulici anche sul retrotreno, soluzione tecnica riproposta anche sulla Escort Mexico.

Il temperamento della 1600 RS è quello di una sportiva di razza che va doverosamente collocata al vertice della gamma Escort per l’assoluto valore dei suoi contenuti tecnici e per gli importanti successi ottenuti nelle competizioni. Il temperamento risulta chiaro anche dal suo equipaggiamento: paraurti anteriore a sezioni angolari, cerchi in magnesio da 13 pollici con canale da 6, specifici sedili sportivi a cui è associato l’inconfondibile volante tre razze a calice (lo stesso montato sulle primissime Capri RS precedenti rispetto al parziale restyling dell’ottobre 1971) e badge identificativi sulle fiancate e sul cofano posteriore.

Nel 1973, in concomitanza con il restyling della maggior parte dei modelli Ford, la RS 1600 esce di listino con una produzione totale di circa 1200 esemplari, ed è prontamente sostituita dalla RS 2000.

Messo volutamente da parte il 1600 BDA per ragioni chiaramente imputabili alla congiuntura economica del periodo i tecnici dell’A.V.O. decidono di puntare sul moderno ed efficiente 2000 OHC della famiglia Pinto, la cui cubatura diviene parte integrante della denominazione della vettura.

Si tratta sostanzialmente dello stesso propulsore adottato anche su Cortina e Taunus TC, quattro cilindri con testata e basamento in ghisa e mono-albero in testa che, alimentato con un carburatore Weber doppio corpo 32/36 DGAV, eroga nella versione stradale una potenza pari a 100 hp. Si registrano novità anche per quel che riguarda il cambio, lo ZF (precedentemente disponibile a quattro e cinque rapporti) è infatti sostituito dal tedesco “E”. Nulla cambia invece per quanto riguarda assetto e sospensioni.

Pur mantenendo una dotazione pressoché identica a quella della 1600 RS, la 2000 RS appare nel suo complesso più sbarazzina grazie alle vistose decals presenti sulla fiancata ed ai celebri cerchi in lega in alluminio a quattro razze griffati A.V.O., gli stessi montati anche sulle Capri RS a partire dall’ottobre del 1971

Escort Mexico

Sempre nel 1970 ha inizio presso gli stabilimenti dell’A.V.O. l’assemblaggio della Escort Mexico, vettura sviluppata anch’essa sulla base del telaio “Type 49”.

Il richiamo geografico presente nel nome della vettura non sta ad indicare un’improbabile modello destinato al solo mercato del Centro America, ma è scelto e voluto dalla casa madre per celebrare la conquista del titolo ottenuta con la 1850 Twin-Cam.

Prodotta anch’essa nella sola versione due porte si rivela ben presto sportiva divertente e facilmente gestibile su qualsiasi tipo di fondo. Gli 86 hp sviluppati dal Kent Cross-flow 1600 OHV (propulsore già impiegato su Cortina e Capri inglesi ed alimentato anche in questo caso con un carburatore doppio corpo Weber 28/36 DCD) rappresentano infatti una dote di cavalli meno impegnativa rispetto a quella della sorella maggiore RS.

Proprio per questi motivi la Mexico va rigorosamente collocata in una posizione intermedia tra l’estrema RS e la più docile 1300 GT.

Pur non essendo direttamente frutto del lavoro svolto dall’A.V.O., la Mexico risente nel complesso del benefico influsso che la più potente RS ha avuto nel suo sviluppo e che trova piena riprova nella ricca dotazione di serie data dai paraurti anteriori alleggeriti a sezioni angolari, cerchi in acciaio con canale da 5,5 pollici ed off-set largo, coppa dell’olio e paracoppa in alluminio senza tralasciare gli specifici kit adesivi che sostituiscono la verniciatura proposta sui primissimi esemplari e spiccano sulle fiancate e sul tettuccio.

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Venendo agli interni oltre alla strumentazione completa a sei elementi si notano con immediatezza i sedili avvolgenti (gli stessi montati sulla 1300 GT) e il volante sportivo piatto di nuovo disegno, lo stesso montato anche sulle Capri GT.

La Escort Mexico è ad oggi vettura molto particolare e ricercata, i primissimi esemplari sono quelli maggiormente ambiti dai collezionisti più ortodossi.

 
 
 

La Escort 1300 Sport propone di fatto gli stessi contenuti tecnici della GT con un look ancora più sportivo e per molti aspetti essenziale. Il faro anteriore tondo, gli specifici adesivi identificativi di allestimento, i parafanghi svasati e la gommatura maggiorata sono accorgimenti che strizzano chiaramente l’occhio alla sorella maggiore RS, il cui esordio è datato 1970.

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